mi presento

Nasco a Roma nel marzo dell’89 e da allora non riesco a star ferma. Il dottore diceva che ero un maschio, ne sono stati tutti convinti finché non sono uscita fuori. Era già chiaro che non sarei stata una persona coerente.

Ho passato l’infanzia indecisa tra la jeep delle tartarughe ninja e Barbie da collezione dal mondo (quindi non stupisce che vent’anni dopo sia finita in jeep conciata da asiatica in capo al mondo).

Il mio hobby preferito da piccola era portarmi appresso un registratorino per audiocassette colorato per incidere discorsi, impressioni, canzoni. Lo faccio tutt’ora ma con un Tascam DR40 per conto di istituzioni universitarie.

Imparo a leggere e a scrivere precocemente e, il primo giorno di prima elementare, mi becco una nota con punizione perché alla domanda della maestra: “Perché non sei attenta?”, rispondo: “Perché mi annoio, queste cose le so già”. Il che delinea già il mio bipolarismo tra ribelle zero in condotta e secchiona presuntuosa. Non migliorerà col tempo.

Alle medie la mia pagella è in bilico tra concorsi di inglese, gare di logica e giustificazioni con su scritto: “Sono andata al mare”. Al liceo la mia media oscilla tra il massimo dei voti e un’occupazione dell’istituto a suon di: “Scendi giù, scendi giù, manifesta pure tu!”. La prof. di matematica non approvava, quindi da lì ho smesso di studiarla e mi sono data alle scienze umanistiche. Ho solo un grande rimpianto: la fisica.

Non scorderò mai la notte trascorsa a fare la guardia al portone della scuola dormendo su un banco scomodo e la retata dei poliziotti la mattina dopo.

Sempre in prima elementare scrivo (male) il mio primo racconto: Il ranocchio vagabondo. Tendenzialmente parla di un ranocchio che si mette in testa di girare il mondo tra mille peripezie. In pratica avevo scritto buona parte del mio futuro prima ancora di aver imparato ufficialmente a scrivere e ancor prima di uscire dal giardino di casa mia.

Se mi aveste chiesto cosa volessi fare da grande, allora, avrei risposto: la ballerina, la giornalista, l’astronauta, l’avvocato e la veterinaria. Se me lo aveste chiesto dopo il liceo avrei detto: il fisico, la traduttrice, la stilista, l’attrice di teatro e la pianista. Alla fine ho fatto l’etnomusicologa quindi ho comunque superato tutte le aspettative riguardo alle scelte di vita strane. Credo che qualcuno tutt’ora rimpianga l’astronauta.

Leggi la mia intervista per Liberi nel Mondo: 

Melodie, canti e danze di Giava: ce ne parla Ilaria Meloni, etnomusicologa in viaggio

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